La Chiesa delle Clarisse sorse nel 1520, per volontà testamentaria del medico Luca Staibano, e venne dedicato a S. Chiara. Il convento si estinse nel secolo scorso a seguito delle leggi napoleoniche. E’ attualmente occupato dalla Suore Domenicane di Pompei La chiesa è dedicata al culto di S. Maria di Costantinopoli e possiede pregievoli dipinti.

 

La Chiesa di S. Rocco anticamente era dedicata a S. Sebastiano e denominata "S. Sebastiano intra moenia" perché era sita all’interno dell’antico baluardo di S. Sebastiano. Distrutta assieme al baluardo dai Pisani, fu ricostruita e dedicata a S. Rocco patrono delle pestilenze. Incerta è l’epoca della ricostruzione datata da alcuni dopo la pestilenza del 1528, da altri dopo quella del 1656 che ridusse ad un terzo la popolazione della costiera, altri ancora datano la sua costruzione al 1793.

 

La Chiesa di S. Giacomo a Platea risale al secolo XIII e ospita una arciconfraternita. Ad essa furono trasferite le appartenenze delle antiche chiese di S.Tecla, S. Giacomo Maggiore e S. Andrea ubicate nei borghi di S. Tecla e S. Sofia. Nel X secolo in esse vi erano le Congrgazioni dei Marinai (S.Tecla) e dei Pescatori (S.Giacomo Maggiore), esse vennero incorporate nell’attuale chiesa di S. Giacomo Minore.

Analogamente la Chiesa di S. Maria del Carmine, adiacente alla Collegiata, ospita un’altra arciconfraternita sorta nel 1535 sorta ad opera di gentiluomini di Maiori e che annoverò tra i primi confratelli il Duca d’Amalfi Alfonso II Piccolomini e sua moglie. Questa congrega incorporò un’altra più antica, Santa Maria la Bruna, che faceva parte della basilica di S. Maria a Mare.

 

La chiesetta di S. Nicola era una cappella gentilizia eretta nel 1362 e originariamente di proprietà della famiglia Confalone.

Quella di S. Croce, oggi dedicata alla Madonna Addolorata, fu costruita nel XVIII secolo e prendeva il nome dalla pregevole Croce in legno che si può tutt’ora ammirare ai piedi della scala che conduce alla chiesa.

Nei pressi della via Casa Imperato troviamo la chiesetta di S. Gregorio Magno, attualmente dedicata alla Madonna della Libera.

Ancora nelle omonime borgate, la chiesa di S. Pietro Apostolo, sorta nel IV secolo sulle rovine di un tempio dedicato a Vertumno e dove ascoltò messa la regina Giovanna II d’Angiò nel 1416. Lo storico Staibano riferisce che essa sorse, nel 989, come Abbadia donata prima al monastero di S. Lorenzo di Amalfi e passata poi, nel 1158, all’Abbadia della SS. Trinità di Cava.

La chiesa di S. Maria delle Grazie, antica rettoria della chiesa maiorese, sarebbe solo la metà della residua navata centrale di un’antica Basilica a tre navate distrutta dalla piena dell’adiacente torrente Reghinna; ad essa fa riferimento un’epistola di S. Gregorio Magno dell’anno 596.

Infine la Chiesa di S. Martino a Vecite, in stile romanico, e quella di S. Maria del Principio di Ponteprimario.

Numerose altre chiese esistevano sul territorio maiorese delle quali restano o pochi ruderi superstiti oppure solo il nome ed il ricordo storico, come è possibile evincere dall’Indice delle "Memorie Storiche" di Staibano.